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CONCLUSIONE
La
Gallura non è certamente tutta qui. Questo lavoro è stato concepito
come invito alla scoperta della bellezza ambientale di questa regione.
Una conoscenza degli aspetti culturali, storici e folkloristici
richiederebbe un lavoro diverso e più ampio. Per chi volesse
interessarsi anche a questi aspetti rimando alla essenziale bibliografia
che segue.
I
luoghi che potrebbero stimolare la nostra fantasia sono di certo tanti
altri in Gallura, e qualcuno dei suoi abitanti si domanderà come mai
non si parli di questa località o di quest' altro percorso. Tanti
abitanti dei nostri stazzi o cacciatori locali possono dire di conoscere
mete escursionistiche interessanti quanto quelle qui presentate.
Hanno
ragione! Penso a Serra di Zincu Denti, Monte Pozzo, Monte Pino, Monte di
Serra Pauloni, la valle e il lago del Liscia, la valle del Rio Vignola,
i monti di Calangianus e S. Antonio di Gallura, i monti tra Arzachena e
Palau Punta Cugnana e si
potrebbe continuare ancora.
Vorrei
insistere nel dire che lo scopo di questo libro non è stato quello di
dare una guida completa della Gallura, quanto quello di stimolare il
lettore a guardare questa regione con occhi nuovi e diversi dal solito.
Le nostre montagne non sono il deserto dell' Africa. Molte zone, anche
impervie, sono abitate o almeno frequentate da cacciatori, scorzatori di
sughero, cavatori e ricercatori di funghi.
Raramente
però da queste persone la natura è vista per la sua bellezza. L'
interesse economico immediato, è prevalente, anzi questo non solo
diventa conflittuale con la bellezza ma ne costituisce qualche volta la
totale distruzione.
Di
conseguenza l' invito alla scoperta di una diversa Gallura non è solo
stimolo ad una nuova forma di turismo. Anche se si consiglia l' uso
“dei piedi”, comunque ci si muova, si può sempre rimanere commossi
da quello che la natura ci offre con tanta generosità.
Sarà
la sensibilità di ognuno di noi a trasformare pietre, boschi e fiumi in
elementi di godimento estetico; godimento che, a pensarci bene, sta
anche alla base di ogni forma di turismo o almeno di quello che alla
bellezza dell' ambiente fa riferimento. Oggi si parla tanto di
salvaguardia dell' ambiente ma questo si potrà almeno ipotizzare se
prima la bellezza ambientale è stata scoperta e riconosciuta.
Aggiungerò
ancora alcune riflessioni. Il turismo è un' attività economica e
sociale di difficile gestione. Penso a colui che si costruisce la sua
villetta solitaria in riva al mare, perché dice di amare la natura e la
tranquillità. Non pensa che lo stesso desiderio è presente in migliaia
di altre persone che, prima o poi, riusciranno a realizzare il loro
sogno. E allora addio solitudine e tranquillità e anche addio turismo,
per tutti e per sempre. Così ora vediamo lungo le nostre coste navigare
migliaia di barche e barchette alla ricerca disperata di luoghi solitari
per finire a trovarsi in mille sulla “solitaria” spiaggetta di
Budelli. Il turismo divora turismo! Sarebbe triste che quanto avviene già
sulle coste si dovesse ripetere nella Gallura interna. Spesso mi è
sorto lo scrupolo se sia stata cosa buona o cattiva indicare la strada
per raggiungere certi luoghi, belli proprio perché sconosciuti e
inarrivabili. Cosa ne sarà di questo ambiente intatto quando torme
vocianti di escursionisti poco sensibili sporcheranno, rovineranno o
appiccheranno incendi?
Può
darsi che tra qualche anno, anche in Gallura avremo sentieri con
bandierine segnaletiche indicanti i tracciati e la varie difficoltà. Ci
saranno forse anche le centinaia di visitatori e i chioschi per le
bibite fresche dietro l'angolo. Per ora tutto questo non c' è.
Io
spero che coloro ai quali intendo rivolgermi con questi spunti per
camminare, abbiano buone capacità di guardarsi attorno e sappiano
scoprire, anche da soli, dove andare. E senza rovinare nulla! |