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CAPO TESTA ALL’ISOLA ROSSA. LA COSTA NORD-OCCIDENTALE DELLA
GALLURA.
E'
difficile ormai trovare in Sardegna e soprattutto in Gallura,
tratti di costa non interessati da insediamenti turistici. Il
trekking proposto si sviluppa lungo una costa in maggior parte
risparmiata dal cemento. Si incontreranno solo quattro villaggi
turistici costruiti, comunque, sufficientemente distanti dal mare
e tali da non impedire mai il cammino a chi voglia andarsene per
conto suo lungo la costa. In poche parole uno dei pochi tratti
costieri vergini e primitivi che permette un contatto con la
natura non turbato da clamori di folle di turisti né dal rombo di
motori.
Il
nostro cammino inizia a Capo Testa.Da
Santa Teresa di Gallura, nell'estremo nord della Sardegna, parte
la strada asfaltata che in tre chilometri ci porta al celebre
promontorio di Capo Testa. Qualcuno si chiede il perchè di questo
nome. Nelle antiche carte geografiche del 1600 leggiamo “Caput
capitis”; espressione latina che significa “Capo del capo”.
Penso sia evidente si voglia indicare la punta più settentrionale
della zona già situata a settentrione. Questa infatti è
l'impressione che il promontorio ci offre protendendosi nel mare
verso la Corsica. (1A) Uno stretto istmo unisce la penisola di
Capo Testa alla terra. Abbiamo così, come in tanti luoghi della
Sardegna (Tharros, Nora, Capo Teulada, l’Isuledda, Coluccia etc.),
due cale contrapposte: Santa Reparata a destra e La Colba a
sinistra. Due meravigliose spiagge e due insenature che permettono
la balneazione e un sicuro rifugio alle imbarcazioni con qualsiasi
vento. L' avevano ben capito i Romani che qui avevano un
insediamento importante. Ancora visibili nella penisoletta avanzi
di cave romane,colonne appena sbozzate e cocciame sparso. Anche i
Pisani nel Medio Evo si servirono dell'importante scalo e
sfruttarono anch'essi il granito per le colonne delle loro chiese.
Il culto di Santa Reparata, la cui chiesetta ricostruita si trova
ora nel villaggio turistico omonimo, è di origine Pisana. Poi il
lungo silenzio e l'abbandono fino a qualche decennio fa, quando
qualcuno si accorse che le coste e i mari di Sardegna erano cose
meravigliose. Oggi Capo Testa è interessata da alcuni
insediamenti che ancora non guastano la bellezza del luogo.
Migliaia i visitatori. Se potete non veniteci d' estate quando
intasamenti di pullman e di macchine, l' esibizionismo vacanziero
e i rifiuti lungo le strade rendono tutto meno bello. Se siamo
arrivati sin qui in macchina lasciamola pure nei parcheggi dell'
istmo, prendiamo solo la macchina fotografica e andiamo a piedi.
Il giro del promontorio, non richiede più di due o tre ore, anche
con le dovute soste.
Seguiamo
l'asfalto sulla destra fino ad arrivare al piazzale parcheggio in
vista della bianca struttura del faro. Stupenda la vista alla
nostra destra su Cala Spinosa: un impossibile mare verde e azzurro
cupo, incorniciato dalle precipiti rocce dal colore ocra.
Proseguendo alla destra del faro, il granito muta colore per
diventare grigio chiaro. La cascata di ciclopici massi che dal
faro precipitano verso il mare offre uno spettacolo
indimenticabile. Possiamo salire, attraverso un' ardita scalinata,
fino al punto di osservazione (ricordo della seconda guerra
mondiale), e ammirare l' immenso panorama. Se soffia il maestrale
e splende il sole potremo godere appieno l' orrida bellezza dello
spettacolo. La bianca spuma delle onde enormi che si accavallano e
l' azzurro intenso del mare.
continua
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