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 Itinerari di Gallura a cura di Costantino Brundu

INDICE

 
Il Monte Limbara
 
Lu Monti Biancu,  lu Riu Pisciaroni e cima Jugantinu
 
Il Parco del Limbara
 
Altri itinerari sul Limbara
 
Lo Stazzo
 
La Costa nord
 
La Flora Gallurese
 
Il Monte Pulchiana
 
I Tafoni
 
I Monti di Aggius
 
Luogosanto e dintorni
 
L'Isola di Tavolara
 
Arzachena - Golfoaranci
 
Il Monte Nieddu
 
Il Monte Canu di Palau
 
La Fauna
 
Conclusione
 
Bibliografia
 
 
 

La Costa Nord

DA CAPO TESTA ALL’ISOLA ROSSA. LA COSTA NORD-OCCIDENTALE DELLA GALLURA.

E' difficile ormai trovare in Sardegna e soprattutto in Gallura, tratti di costa non interessati da insediamenti turistici. Il trekking proposto si sviluppa lungo una costa in maggior parte risparmiata dal cemento. Si incontreranno solo quattro villaggi turistici costruiti, comunque, sufficientemente distanti dal mare e tali da non impedire mai il cammino a chi voglia andarsene per conto suo lungo la costa. In poche parole uno dei pochi tratti costieri vergini e primitivi che permette un contatto con la natura non turbato da clamori di folle di turisti né dal rombo di motori.

Il nostro cammino inizia a Capo Testa.Da Santa Teresa di Gallura, nell'estremo nord della Sardegna, parte la strada asfaltata che in tre chilometri ci porta al celebre promontorio di Capo Testa. Qualcuno si chiede il perchè di questo nome. Nelle antiche carte geografiche del 1600 leggiamo “Caput capitis”; espressione latina che significa “Capo del capo”. Penso sia evidente si voglia indicare la punta più settentrionale della zona già situata a settentrione. Questa infatti è l'impressione che il promontorio ci offre protendendosi nel mare verso la Corsica. (1A) Uno stretto istmo unisce la penisola di Capo Testa alla terra. Abbiamo così, come in tanti luoghi della Sardegna (Tharros, Nora, Capo Teulada, l’Isuledda, Coluccia etc.), due cale contrapposte: Santa Reparata a destra e La Colba a sinistra. Due meravigliose spiagge e due insenature che permettono la balneazione e un sicuro rifugio alle imbarcazioni con qualsiasi vento. L' avevano ben capito i Romani che qui avevano un insediamento importante. Ancora visibili nella penisoletta avanzi di cave romane,colonne appena sbozzate e cocciame sparso. Anche i Pisani nel Medio Evo si servirono dell'importante scalo e sfruttarono anch'essi il granito per le colonne delle loro chiese. Il culto di Santa Reparata, la cui chiesetta ricostruita si trova ora nel villaggio turistico omonimo, è di origine Pisana. Poi il lungo silenzio e l'abbandono fino a qualche decennio fa, quando qualcuno si accorse che le coste e i mari di Sardegna erano cose meravigliose. Oggi Capo Testa è interessata da alcuni insediamenti che ancora non guastano la bellezza del luogo. Migliaia i visitatori. Se potete non veniteci d' estate quando intasamenti di pullman e di macchine, l' esibizionismo vacanziero e i rifiuti lungo le strade rendono tutto meno bello. Se siamo arrivati sin qui in macchina lasciamola pure nei parcheggi dell' istmo, prendiamo solo la macchina fotografica e andiamo a piedi. Il giro del promontorio, non richiede più di due o tre ore, anche con le dovute soste.

Seguiamo l'asfalto sulla destra fino ad arrivare al piazzale parcheggio in vista della bianca struttura del faro. Stupenda la vista alla nostra destra su Cala Spinosa: un impossibile mare verde e azzurro cupo, incorniciato dalle precipiti rocce dal colore ocra. Proseguendo alla destra del faro, il granito muta colore per diventare grigio chiaro. La cascata di ciclopici massi che dal faro precipitano verso il mare offre uno spettacolo indimenticabile. Possiamo salire, attraverso un' ardita scalinata, fino al punto di osservazione (ricordo della seconda guerra mondiale), e ammirare l' immenso panorama. Se soffia il maestrale e splende il sole potremo godere appieno l' orrida bellezza dello spettacolo. La bianca spuma delle onde enormi che si accavallano e l' azzurro intenso del mare.

 

continua

 

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