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 Itinerari di Gallura a cura di Costantino Brundu

INDICE

 

Premessa

 
Il Monte Limbara
 
Lu Monti Biancu,  lu Riu Pisciaroni e cima Jugantinu
 
Il Parco del Limbara
 
Altri itinerari sul Limbara
 
Lo Stazzo
 
La Costa nord
 
La Flora Gallurese
 
Il Monte Pulchiana
 
I Tafoni
 
I Monti di Aggius
 
Luogosanto e dintorni
 
L'Isola di Tavolara
 
Arzachena - Golfoaranci
 
Il Monte Nieddu
 
Il Monte Canu di Palau
 
La Fauna
 
Conclusione
 
Bibliografia
 
 
 

Lu Monti Biancu

La meta che noi intendiamo raggiungere è“Lu Monti Biancu” passando per la strada cosiddetta “Dei Mulini”. Se guardiamo il Limbara da Tempio la nostra cima si trova all'estrema sinistra della montagna; la si riconosce subito per la forma a piramide che la caratterizza. Occorre a questo punto osservare l'annessa cartina per trovare più facilmente il punto di partenza: il ponticello (A1) sul torrente Limbara (che poco più a valle prenderà il nome di “Rio Parapinta”; poi “Rio Carana”).

Per arrivare sin qui potremo, uscendo da Tempio, seguire la statale per Oschiri per circa 5 Km. per poi deviare alla sinistra,  sulla strada asfaltata (segnalata) che porta alla zona industriale; dopo circa un chilometro, ci immettiamo a destra sulla stradina bianca che porta al ponticello sul torrente “Limbara”. (A1) Proseguendo, ci troviamo nella zona detta dei mulini; sul torrente alla nostra sinistra infatti, sono ancora visibili i ruderi di alcuni mulini ad acqua in funzione sino al secolo scorso. La strada si inerpica costeggiando alcune fontane: la prima, ben sistemata, ha anche un nome: “Funtana di li Frati”. Una delle migliori acque del Limbara. La strada procede con ripidi tornanti attraversando un folto bosco di lecci ed aggirando una enorme cuspide di granito che si staglia contro il cielo alla nostra sinistra.

Si tratta di un cumulo di massi tafonati sotto i quali sono stati rintracciati segni dell' età preistorica. Le grotte erano probabilmente usate anche dai “banditi” del '700. Da qui il nome dato alla zona: “La conca di li banditi”. Proseguiamo sempre in forte pendenza e lasceremo, alla nostra destra, (1B) un'altra stradina che porta alla zona di “Val Licciola”. (Itinerario, anche questo, assai interessante soprattutto per i meravigliosi boschi che si attraversano). Noi andremo ancora di granito più  chiaro del solito.

Ho parlato prima di pareti; infatti in nessuna altra parte del Limbara potremo trovare strapiombi ed orridi come qui. Il possente monolito che si erge tra le cuspidi del Monte Bianco presenta la parte terminale liscia e inarrivabile: la sua cima è certamente ancora inviolata. l periodo migliore per venire sul Limbara è il mese di giugno: le giornate sono lunghe, i torrenti sono ancora ricchi di acque freschissime e la straordinaria e contemporanea fioritura di infinite erbe ed arbusti trasforma tutta la montagna in un immenso giardino naturale. In mezzo a   tanta fioritura, da notare le violette che crescono a mazzi su cuscinetti quasi a formare sofisticati bouquet.

Dobbiamo comunque  proseguire ancora (le stradine del Limbara sono tutte percorribili anche a cavallo o con qualsiasi altro mezzo con ruote) fino ad arrivare alla striscia parafuoco.(1 D)  Il non sardo forse si chiederà cosa sia questa striscia parafuoco; tutti sanno quanto siano pericolosi gli incendi, come sia difficile spegnerli e nello stesso tempo sanno con quanta facilità la Sardegna ne vada soggetta. Anche il Limbara, in tempi remoti e recenti, ha conosciuto questa catastrofe. Da anni l' intera montagna è sotto la cura dell' Ente Forestale Regionale che ha provveduto alla forestazione con pini ed altre essenze ed anche alla salvaguardia dei boschi con l' apertura di numerose stradine (sembra ce ne siano 250 Km.!) che permettono di arrivare con autobotti  in ogni angolo; le strisce parafuoco sono larghe fasce di terreno completamente disboscato che dovrebbero favorire il fermarsi del fuoco. Chiedo quasi scusa per questa digressione che porta il nostro pensiero ad immagini ben diverse dai tappeti di ciclamini... Il mondo è sempre stato così! Ci sono i buoni e i cattivi; chi cerca di distruggere e chi cerca di salvaguardare.

Cartina n°1     

Continua

 

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