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Lu
Monti Biancu
La
meta che noi intendiamo raggiungere è“Lu Monti Biancu” passando per
la strada cosiddetta “Dei Mulini”. Se guardiamo il Limbara da Tempio
la nostra cima si trova all'estrema sinistra della montagna; la si
riconosce subito per la forma a piramide che la caratterizza. Occorre a
questo punto osservare l'annessa cartina per trovare più facilmente il
punto di partenza: il ponticello (A1) sul torrente Limbara (che poco più
a valle prenderà il nome di “Rio Parapinta”; poi “Rio Carana”).
Per
arrivare sin qui potremo, uscendo da Tempio, seguire la statale per
Oschiri per circa 5 Km. per poi deviare alla sinistra,
sulla strada asfaltata (segnalata) che porta alla zona industriale;
dopo circa un chilometro, ci immettiamo a destra sulla stradina bianca che
porta al ponticello sul torrente “Limbara”. (A1) Proseguendo, ci
troviamo nella zona detta dei mulini; sul torrente alla nostra sinistra
infatti, sono ancora visibili i ruderi di alcuni mulini ad acqua in
funzione sino al secolo scorso. La strada si inerpica costeggiando alcune
fontane: la prima, ben sistemata, ha anche un nome: “Funtana di li
Frati”. Una delle migliori acque del Limbara. La strada procede con
ripidi tornanti attraversando un folto bosco di lecci ed aggirando una
enorme cuspide di granito che si staglia contro il cielo alla nostra
sinistra.
Si
tratta di un cumulo di massi tafonati sotto i quali sono stati
rintracciati segni dell' età preistorica. Le grotte erano probabilmente
usate anche dai “banditi” del '700. Da qui il nome dato alla zona:
“La conca di li banditi”. Proseguiamo sempre in forte pendenza e
lasceremo, alla nostra destra, (1B) un'altra stradina che porta alla zona
di “Val Licciola”. (Itinerario, anche questo, assai interessante
soprattutto per i meravigliosi boschi che si attraversano). Noi andremo
ancora di granito più chiaro del solito.
Ho
parlato prima di pareti; infatti in nessuna altra parte del Limbara
potremo trovare strapiombi ed orridi come qui. Il possente monolito che si
erge tra le cuspidi del Monte Bianco presenta la parte terminale liscia e
inarrivabile: la sua cima è certamente ancora inviolata. l periodo
migliore per venire sul Limbara è il mese di giugno: le giornate sono
lunghe, i torrenti sono ancora ricchi di acque freschissime e la
straordinaria e contemporanea fioritura di infinite erbe ed arbusti
trasforma tutta la montagna in un immenso giardino naturale. In mezzo a
tanta fioritura, da notare le violette che crescono a mazzi su
cuscinetti quasi a formare sofisticati bouquet.
Dobbiamo
comunque proseguire ancora
(le stradine del Limbara sono tutte percorribili anche a cavallo o con
qualsiasi altro mezzo con ruote) fino ad arrivare alla striscia
parafuoco.(1 D) Il non sardo
forse si chiederà cosa sia questa striscia parafuoco; tutti sanno quanto
siano pericolosi gli incendi, come sia difficile spegnerli e nello stesso
tempo sanno con quanta facilità la Sardegna ne vada soggetta. Anche il
Limbara, in tempi remoti e recenti, ha conosciuto questa catastrofe. Da
anni l' intera montagna è sotto la cura dell' Ente Forestale Regionale
che ha provveduto alla forestazione con pini ed altre essenze ed anche
alla salvaguardia dei boschi con l' apertura di numerose stradine (sembra
ce ne siano 250 Km.!) che permettono di arrivare con autobotti
in ogni angolo; le strisce parafuoco sono larghe fasce di terreno
completamente disboscato che dovrebbero favorire il fermarsi del fuoco.
Chiedo quasi scusa per questa digressione che porta il nostro pensiero ad
immagini ben diverse dai tappeti di ciclamini... Il mondo è sempre stato
così! Ci sono i buoni e i cattivi; chi cerca di distruggere e chi cerca
di salvaguardare.
Cartina
n°1
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