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IL
PARCO DEL LIMBARA e altri itinerari
La
Regione Autonoma della Sardegna, con una legge del 1989, aveva definito
le zone dell' Isola che meritano particolare rispetto per le
caratteristiche ambientali
presenti.
In
particolare aveva individuato nove parti di territorio per istituirvi
parchi naturali.
Uno
di questi era il parco del Limbara. Si riconosceva pertanto a questa
zona un notevole interesse ambientale da proteggere con attenzione.
L'uso
dell' "imperfetto" è d'obbligo in quanto, per svariati
motivi, alle intenzioni non sono seguite le realtà.
Di
un parco sul Limbara se n'è parlato da sempre;
ma solo con quella legge si erano poste le premesse
giuridiche per fare
qualcosa di concreto. Al momento attuale (1998) presso la Regione Sarda
sono giacenti gli studi
preliminari necessari per dar vita allo statuto e al regolamento del
futuro parco.
Non
sono ancora noti i particolari ma conosciamo i criteri generali seguiti.
Non un parco che debba eliminare la presenza dell' uomo ma, al
contrario, ne valorizzi le attività sia di natura agricola, che
turistica o scientifica. Sono previste naturalmente zone di assoluto
rispetto interdette al visitatore, per permettere agli animali selvatici
di vivere e riprodursi. L' aquila è già presente, verranno introdotti
cervi, daini e mufloni e altri rapaci.
Tutto
questo per ora è ritornato nel mondo del possibile poichè le
popolazioni interessate (ricordo che la montagna appartiene a quattro
comuni) non hanno dato il loro assenso.
Non
è detto comunque che la protezione di un territorio passi
esclusivamente attraverso la creazione di un parco inteso in senso
tradizionale. Anche ogni singolo comune può trovare il modo di
valorizzare e proteggere il suo territorio nella forma più adeguata
rispettando le esigenze dell'ambiente e della popolazione.
Anche
se l' istituzione di una
qualsiasi normativa porterà qualche modifica sull' uso del territorio,
l' attività escursionistica continuerà ad esistere, anzi verrà
maggiormente valorizzata.
La
maggior parte del territorio è stato gestito per anni
dall' Ente Forestale Regionale che ha provveduto all' intensa
forestazione con varie essenze mediterranee tra cui dominante il pino.
Ha altresì provveduto all' apertura di numerosissime stradine in terra
battuta percorribili anche in automobile. Oggi (1998) la parte della
montagna ricadente in territorio tempiese è gestita dall'Ente Foreste
demaniali della Regione.
L'
aspetto paesaggistico del Limbara ripete in forma più esasperata quello
dell' intera Gallura. Enormi masse granitiche emergenti sopra la
vegetazione a formare imponenti cascate di rocce o solitari pinnacoli.
Il panorama, pur nella sua caratteristica unitaria, si differenzia a
seconda dell' altitudine o dei versanti.
Le
sugherete e i lecceti presenti nella parte bassa della montagna si
diradano man mano che si sale per lasciar posto alla macchia
mediterranea caratterizzata soprattutto dall' erica e dalle varie
profumate essenze a pulvino.
Come
ho già detto rimangono poche tracce delle primitive foreste. Gli
incendi (1943-1957-1967) hanno provocato danni gravissimi al manto
vegetale soprattutto nel versante tempiese. E' stata necessaria la
riforestazione a pino come fase intermedia per il ripristino della
foresta più tipicamente sarda. La vegetazione spontanea del Limbara è
ricchissima di specie rare tra cui molti endemismi.
Nelle
zone alte possiamo trovare tappeti di profumatissima “erba barona”
e, più rara in qualche anfratto, la splendida “rosa del Limbara”.
La
fioritura primaverile sul Limbara (da aprile a giugno inoltrato) è uno
spettacolo indimenticabile.
Le
cime del Limbara, viste da lontano, potrebbero far pensare ad una cresta
continua .Si tratta di uno dei tanti inganni ottici presenti nei
panorami sardi. In realtà anche le creste del Limbara sono costituite
dai vari “coni” granitici disposti disordinatamente sulla montagna
lungo una ideale direttrice Sud-Ovest Nord-Est.
Tortuose
e ripide vallate scendono da tutti i versanti, portando verso il basso
limpide acque. Rari i corsi d' acqua veramente perenni soprattutto se la
stagione è stata poco piovosa. Il nostro escursionista farà bene ad
informarsi sulle fonti presenti lungo il suo itinerario o a premunirsi
di borraccia piena d' acqua prima di partire.
Il
Limbara offre molteplici spunti per escursioni in ogni sua parte.
Le
zone più particolarmente rocciose sono quelle poste a Nord-Nord-Est di
Val Licciola. Se si può, è opportuno seguire le stradine a fondo
naturale.
Se
si deve attraversare tratti di vegetazione, bisogna evitare le zone di
recente forestazione. Si potrebbe con facilità arrecare danno alle
piantine da poco messe a dimora.
Il
Limbara è bello anche d'inverno. La neve, il ghiaccio e il vento trasformano il paesaggio donandogli toni da fiaba nordica. Le rocce che
nei mesi estivi si presentano già nelle forme più strane, sembrano
ora, ricoperte di ghiaccio sagomato dal vento, irreali fantasmi.
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