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 Itinerari di Gallura a cura di Costantino Brundu

INDICE

 

Premessa

 
Il Monte Limbara
 
Lu Monti Biancu,  lu Riu Pisciaroni e cima Jugantinu
 
Il Parco del Limbara
 
Altri itinerari sul Limbara
 
Lo Stazzo
 
La Costa nord
 
La Flora Gallurese
 
Il Monte Pulchiana
 
I Tafoni
 
I Monti di Aggius
 
Luogosanto e dintorni
 
L'Isola di Tavolara
 
Arzachena - Golfoaranci
 
Il Monte Nieddu
 
Il Monte Canu di Palau
 
La Fauna
 
Conclusione
 
Bibliografia
 
 
 

IL PARCO DEL LIMBARA e altri itinerari

La Regione Autonoma della Sardegna, con una legge del 1989, aveva definito le zone dell' Isola che meritano particolare rispetto per le caratteristiche  ambientali presenti.

In particolare aveva individuato nove parti di territorio per istituirvi parchi naturali. Uno di questi era il parco del Limbara. Si riconosceva pertanto a questa zona un notevole interesse ambientale da proteggere con attenzione. L'uso dell' "imperfetto" è d'obbligo in quanto, per svariati motivi, alle intenzioni non sono seguite le realtà. Di  un parco sul Limbara se n'è parlato da sempre;  ma solo con quella legge si erano poste le premesse  giuridiche  per fare qualcosa di concreto. Al momento attuale (1998) presso la Regione Sarda sono giacenti  gli studi preliminari necessari per dar vita allo statuto e al regolamento del futuro parco.

Non sono ancora noti i particolari ma conosciamo i criteri generali seguiti. Non un parco che debba eliminare la presenza dell' uomo ma, al contrario, ne valorizzi le attività sia di natura agricola, che turistica o scientifica. Sono previste naturalmente zone di assoluto rispetto interdette al visitatore, per permettere agli animali selvatici di vivere e riprodursi. L' aquila è già presente, verranno introdotti cervi, daini e mufloni e altri rapaci.

Tutto questo per ora è ritornato nel mondo del possibile poichè le popolazioni interessate (ricordo che la montagna appartiene a quattro comuni) non hanno dato il loro assenso. Non è detto comunque che la protezione di un territorio passi esclusivamente attraverso la creazione di un parco inteso in senso tradizionale. Anche ogni singolo comune può trovare il modo di valorizzare e proteggere il suo territorio nella forma più adeguata rispettando le esigenze dell'ambiente e della popolazione. Anche se l' istituzione  di una qualsiasi normativa porterà qualche modifica sull' uso del territorio, l' attività escursionistica continuerà ad esistere, anzi verrà maggiormente valorizzata.

 La maggior parte del territorio è stato gestito per anni  dall' Ente Forestale Regionale che ha provveduto all' intensa forestazione con varie essenze mediterranee tra cui dominante il pino. Ha altresì provveduto all' apertura di numerosissime stradine in terra battuta percorribili anche in automobile. Oggi (1998) la parte della montagna ricadente in territorio tempiese è gestita dall'Ente Foreste demaniali della Regione. L' aspetto paesaggistico del Limbara ripete in forma più esasperata quello dell' intera Gallura. Enormi masse granitiche emergenti sopra la vegetazione a formare imponenti cascate di rocce o solitari pinnacoli. Il panorama, pur nella sua caratteristica unitaria, si differenzia a seconda dell' altitudine o dei versanti.

Le sugherete e i lecceti presenti nella parte bassa della montagna si diradano man mano che si sale per lasciar posto alla macchia mediterranea caratterizzata soprattutto dall' erica e dalle varie profumate essenze a pulvino. Come ho già detto rimangono poche tracce delle primitive foreste. Gli incendi (1943-1957-1967) hanno provocato danni gravissimi al manto vegetale soprattutto nel versante tempiese. E' stata necessaria la riforestazione a pino come fase intermedia per il ripristino della foresta più tipicamente sarda. La vegetazione spontanea del Limbara è ricchissima di specie rare tra cui molti endemismi. Nelle zone alte possiamo trovare tappeti di profumatissima “erba barona” e, più rara in qualche anfratto, la splendida “rosa del Limbara”. La fioritura primaverile sul Limbara (da aprile a giugno inoltrato) è uno spettacolo indimenticabile.

Le cime del Limbara, viste da lontano, potrebbero far pensare ad una cresta continua .Si tratta di uno dei tanti inganni ottici presenti nei panorami sardi. In realtà anche le creste del Limbara sono costituite dai vari “coni” granitici disposti disordinatamente sulla montagna lungo una ideale direttrice Sud-Ovest Nord-Est. Tortuose e ripide vallate scendono da tutti i versanti, portando verso il basso limpide acque. Rari i corsi d' acqua veramente perenni soprattutto se la stagione è stata poco piovosa. Il nostro escursionista farà bene ad informarsi sulle fonti presenti lungo il suo itinerario o a premunirsi di borraccia piena d' acqua prima di partire. Il Limbara offre molteplici spunti per escursioni in ogni sua parte. Le zone più particolarmente rocciose sono quelle poste a Nord-Nord-Est di Val Licciola. Se si può, è opportuno seguire le stradine a fondo naturale. Se si deve attraversare tratti di vegetazione, bisogna evitare le zone di recente forestazione. Si potrebbe con facilità arrecare danno alle piantine da poco messe a dimora.

Il  Limbara è bello anche d'inverno. La neve, il      ghiaccio e il vento trasformano  il paesaggio donandogli toni da fiaba nordica. Le rocce che nei mesi estivi si presentano già nelle forme più strane, sembrano ora, ricoperte di ghiaccio sagomato dal vento, irreali fantasmi.

Il mago inverno sul Limbara

 

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