|
.....andare
in vacanza diviene, così, ricerca del nuovo; l’iniziativa e la fantasia
giocano un ruolo importantissimo. Per spostarsi tutto va bene: la barca a vela,
la canoa, la bicicletta (ho visto una coppia di ciclisti pedalare sotto il sole
di agosto recando sul seggiolino sistemato sul manubrio, il pupo di due anni),
il surf, il cavallo...
E’
quasi una rivolta contro l’automobile e i suoi gas di scarico!
Sarà
forse una questione economica ma è soprattutto il desiderio di gestire il
proprio tempo libero in maniera diversa. Si tratta di un fenomeno interessante
per il sociologo e anche per l’operatore turistico.
In
Sardegna ed in Gallura, viaggiare a piedi è stata una necessità fino a tempi
recenti. Lasciamo stare i nuragici che probabilmente andavano pure scalzi! Basta
riandare a trenta o quarant’anni fa, quando di auto in circolazione ce ne
erano pochine, le corriere erano scomodissime, le strade tutte polverose e
raramente pianeggianti. Chi non poteva permettersi il cavallo, andava a piedi.
Gli anziani che vivono in quel di Vignola ricordano benissimo le loro camminate
per venire a Tempio a sbrigare qualche faccenda con ritorno in giornata alla
loro casa in riva al mare. Ricordo ancora
quando negli anni del secondo dopoguerra si partiva da Tempio in allegra e
numerosa compagnia per arrivare alle cime del Limbara. A
qualcuno toccava lo scomodo ingombro
del pentolone con le
polpette al sugo che, in qualche maniera arrivavano a Vallicciola ancora
tiepide. Trekking di altri tempi!
Oggi
ci sono attrezzature sofisticate e razionali e l'andare a piedi non è più
necessario come non è necessario scalare montagne o attraversare deserti.
Eppure queste cose si fanno perchè, per fortuna, nell'uomo non è ancora morto
il gusto per l'avventura e la curiosità di conoscere.
 |
Così
è nata l'idea di questa piccola “GUIDA” che però non può nè vuole essere
“guida” nel senso tradizionale del termine. Le ruote devono seguire strade;
il piede non conosce ostacoli. Sono stati scelti alcuni itinerari e certe mete,
come esempi dei tanti altri possibili. Basta
lasciarsi guidare dalla propria curiosità e dalla propria capacità
organizzativa e il nostro itinerario potrà variare a
piacimento.
Camminate
ed osservate! Scoprirete questa meravigliosa regione così diversa, non solo dal
resto d'Italia ma anche dalle altre zone della Sardegna stessa. Si dice di
solito che la Gallura è granito, boschi di sughero, stazzi e macchia
mediterranea.
|
E'
la particolare forma in cui questi elementi sono
fusi che rende il paesaggio così unico. Se non fosse così non avrebbe
neppure senso questo mio invito alla scoperta degli aspetti meno conosciuti
della Gallura interna.
La Gallura non ha grandi monumenti o opere d'arte
fatte dall'uomo, tali che possano costituire da soli richiamo turistico.
Non abbiamo né “Torri di Pisa” né "Bronzi di Riace” (almeno per
ora). I resti della presenza umana in Gallura (a parte l‘interessante
preistoria) ci parlano di stenti e di vita grama. Non c'era spazio per l'arte.
Ha
pensato la Natura a compensare ciò che l'uomo non ha potuto fare.
Il
paesaggio della Gallura è "bellissimo" anche quando ci allontaniamo
dalle coste. Un superlativo voluto che vale molte descrizioni probabilmente non
sufficienti a far capire la realtà. Le immagini fotografiche offerte in questo
libro sono più eloquenti di mille parole. Il concetto di "bello", si
sa, è relativo ed alla fine ognuno valuta secondo la sua cultura e sensibilità.
Mi si permetta un esempio emblematico. Arrivato ad uno stazzo sperduto tra i
monti di Luogosanto, incontro il proprietario con il quale scambio alcune frasi.
Io ad esaltare la bellezza del posto , la maestosità di quelle montagne
che ci stanno di fronte e cose simili...Dopo qualche attimo di attesa mi rispose
: "Mi lu dicini tutti; però
eu piu li fighjiulu, più mi parini rocchi!" Che tradotto significa: Me lo
dicono tutti ma io, più le guardo, più mi sembrano pietre!
"Rocchi" in gallurese ha un senso dispregiativo che la
traduzione italiana non ha. Il "bello" per lui erano i pascoli ricchi
di erba dove le sue vacche potevano nutrirsi ed ingrassare; "li
rocchi" erano quanto di peggio poteva esserci sul suo terreno. Non ho di
certo tentato di fargli cambiare opinione perchè, dal suo punto di vista aveva
anche ragione. Anche io,però, insisto nella mia idea: più le guardo più
quelle rocce mi appaiono splendidi monumenti della natura e non semplici pietre.
Questo
almeno in Gallura. Continua......
|