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Dopo
Sant’Antioco, attraversato il Golfo di Cagliari e cominciata
la risalita lungo a costa orientale, non s' incontrano che
scogli.
Nel
golfo di Teulada troviamo il primo isolotto chiamato Isola
Rossa; doppiato Capo Malfitano si trova l'isola Tuarredda alta
32 metri; prima di Capo Spartivento ecco gli isolotti Farraggine
e Padiglioni; dopo c'è la splendida baia ancora incontaminata
con l'isola del Giudeo e oltre Capo di Pula, è segnalato
l'Isolotto San Macario. Una volta passato Capo di Pula si può
proseguire fino a Capo Carbonara e l'isola dei Cavoli, centro di
ricerche della facoltà di agraria dell'università di Cagliari.
Salendo ancora ci s'imbatte nell’inospitale isola di
Serpentara. Proseguendo, bisogna navigare per molte miglia per
raggiungere le isolette di Quirra. In su, dopo Capo Comino, c'è
un'altra Isola Ruja, cioè "rossa” e poi gli Isolotti dei
Pedrami, l'Isolotto dì Ottiolo, l'ennesima Isola Ruja prima di
Punta Cavallo e un'altra Rossa dopo. Infine, si arriva a Molara
e alla grande isola di Tavolara. Molara è alta 158 metri.
Conserva ancora i resti di un castello edificato per difendersi
dai Saraceni. Volgendo lo sguardo verso terra si vedono la
rossastra Isola Piana, l'isola Reulino e la piccola Isola
Cavalli.
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L’isola
calcarea di Tavolara, alta 568 metri a Punta Cannone,
avrebbe ispirato Dante nella descrizione della montagna
del Purgatorio. Tavolara, l’lnsula Hermaea, popolata da
capre con gli occhi color ginestra e i denti d'oro intrisi
da un'erba colorante, è sempre stato luogo cruciale per
la storia e fonte di intramontabili leggende popolari. |
Non
è una leggenda però la storia del re di Tavolara, Giuseppe
Bertoleoni, pastore cui capitò la fortuna di ospitare nel suo
stazzo, la casa ovile della Gallura, Gioacchino Murat, re di
Napoli costretto da una tempesta a riparare nella Cala dello
Spalmatore.
Suo
figlio Paolo I, invece, ebbe la fortuna di ospitare Carlo
Alberto quando era ancora principe di Carignano e fu fatto re.
Adesso sull'isola abitata da poche famiglie di pescatori,
dovrebbe regnare Carlo III. L’isola di Tavolara ha la funzione
per i naviganti più esperti di barometro, se, infatti, la
sommità dell'isola è avvolta nella nebbia, il vento soffierà
da levante, il maestrale invece è annunciato da nuvolette
bianche sulla cima di Punta Cannone. Continuando verso nord,
entrando nel porto di Olbia bisogna fare attenzione all'isola
Manna e all'isola di mezzo. Andando a nord, sotto Capo Figari,
troviamo Figarotto e sopra di lui c'è l'isola di Marinella,
ottimo approdo naturale. Di fronte a Cala di Volpe, i famosi
Mortorio e Mortoriotto, gli Isolotti Soffi e le Camere, uno
specchio di mare trasparente a ridosso di ogni vento.
Finalmente, superato Capo Ferro e l'isola delle Bisce, lasciando
a sinistra l'isolotto dei Cappuccini di fronte a Liscia di
Vacca, arriviamo a Caprera. Salendo a
Punta Telaione (212 metri), dopo aver percorso una scala
di granito si ha una delle più suggestive viste dell'arcipelago
della Maddalena. Caprera, l'antica Phintonis di Tolomeo, fu
comprata nel 1855 da Giuseppe Garibaldi. La scoprì nel 1849,
quando andò fuggiasco dopo la fine della Repubblica romana e la
morte di Anita. All’epoca vi restò solo qualche mese, poi
emigrò verso Algeri e il Sudamerica. Una volta rientrato in
Italia, decise di fare di Caprera la sua. Garibaldi a Caprera
divenne contadino e imprenditore, costruì mulini a vento,
impiantò una macchina a vapore, piantò uliveti e aranceti, si
integrò nella comunità sarda. A Caprera Garibaldi abitò con
la terza moglie, Francesca Armosino. Vi morì nel 1882. E oggi,
la Casa Bianca è diventata un importante museo del Risorgimento
italiano.
Un altro personaggio storico che segnò l’arcipelago della
Maddalena fu L’ammiraglio Nelson.
Alla
Maddalena, Horatio Nelson arrivò come amico, nel novembre dei
1803, a bordo della stupenda "Victory” la nave a capo
della flotta inglese. L’ammiraglio Nelson, però non scese mai
a terra, diede fonda di fronte alla città, nell'ampia baia di
Mezzo schifo, e lì rimase per 14 mesi, fino al 19 gennaio del
1805.
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"La
Sardegna vale cento volte Malta, e ha il miglior porto da guerra del
Mediterraneo", aveva scritto al Primo Lord dell'ammiragliato
britannico il trionfatore di Aboukir. Dopo aver donato alla parrocchia
di Santa Maria Maddalena un crocefisso e due candelabri d'argento che
sono ancora lì, ripartì
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La
Baia di Mezzo Schifo
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. Passarono appena 10 mesi e nella battaglia
di Trafalgar, morì.
Fu
ospite della Maddalena, per un breve periodo, anche Benito Mussolini.
Prigioniero di Badoglio, fu ospitato nella stupenda Villa Webber, ma
la paura per un attacco tedesco, portò alla decisione di trasferirlo
sugli appennini dopo appena un mese di permanenza sull’isola.
Continuando
per mare, sotto la Maddalena c'è Santo Stefano, a ovest Spargi e
Spargiotto. A di nord Spargi, troviamo le
spettacolari Razzoli, Santa Maria e Budelli, seguite da
innumerevoli scogli e isolotti, e ancora La Presa, Piana, Corcelli,
Barrettini e Barrettinelli. Entrando in territorio francese, dopo
l'imboccatura delle Bocche di Bonifacio, luogo magico per ogni
velista, tra secche e scoglietti, ecco l’ isola delle cernie:
Lavezzi. Proseguendo troviamo Cavallo.
Superate le Bocche di Bonifacio, bisogna percorrere più di 65 miglia
tutto d'un tratto percorrendo il grande golfo di Porto Torres.
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