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Santa
Teresa, angolo straordinario della Gallura, custodisce le tracce di
un passato ricco di vita e di cultura.
Quando la Civiltà Nuragica si diffuse in tutta la Sardegna, Santa Teresa era
già abitata da una piccola popolazione di pastori e pescatori arrivati fin qui
dalla vicina Corsica.
La sua terra ricca di acqua favoriva le coltivazioni e i pascoli; le sue variegate
coste offrivano un mare pescoso e un riparo naturale sicuro. Già ai tempi della
dominazione romana, Santa Teresa (allora denominata Longonis), era il porto principale
della regione.
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La costa
Teresina |
Fino da quei tempi, era conosciuta per il suo granito che veniva apprezzato ed
utilizzato negli eleganti edifici di Roma, come ad esempio le colonne del Pantheon.
Dopo la decadenza dell’ Impero Romano, Santa Teresa venne riscoperta dai Pisani
nell’epoca delle Repubbliche Marinare che, tra l’altro, ripresero l’estrazione del
granito con cui sono fatte le colonne della Torre di Pisa. A quei tempi risale la
costruzione della Torre Longonsardo che domina dalla cima del promontorio il paese
di Santa Teresa.
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L’attuale paese risale invece all’ epoca sabauda ed infatti la sua pianta
perfettamente regolare è molto simile a quella delle città piemontesi, mentre
l’atmosfera, i colori e le luci sono quelli tipici del Mediterraneo.
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Santa Teresa è un paese accogliente e vivace con strade e piazze pulite e sempre
animate dove risiedono circa 4000 abitanti impegnati tutto l’anno nelle attività
tradizionali: la pesca del pesce e delle aragoste, la coltivazione, l’artigianato,
la pesca e la lavorazione del corallo e della terracotta, la tessitura della lana. |

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La
torre di Longosardo |
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Dopo tanti secoli, dunque, ciò che il viaggiatore trova arrivando a Santa Teresa Gallura
sono le stesse cose di un tempo: un paese autentico e vivo abitato da persone saldamente
radicate a questa terra e alle sue tradizioni. |
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Testa |
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