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Tutti
gli scritti più antichi sull'argomento dicono che la Quercus Suber cresce
rigogliosa e raggiunge il suo massimo splendore sulle rocce granitiche ed in
generale su quelle definite acide: se ne ha la prova nelle meravigliose
sugherete che popolano gli altipiani della Gallura, di Alà e Buddusò.
Essa
per altro ha il suo habitat anche nei terreni scistosi come quelli del
Marghine, del Goceano o del Sulcis Iglesiente. Sui terreni basaltici e
calcarei si trovano solo lembi di sugherete, reminiscenze di antichi boschi
ora estinti che hanno lasciato il posto ad altre l'orme di coltura. In
queste aree volendo si potrebbe reinserire la sughera ma fattori economici
sconsigliano, in quanto tali terreni sono dedicati a forme di coltura
intensive.
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Foto
gentilmente concessa dal sugherificio Caputo |
Per
concludere, si può affermare che la foresta del Quercus Suber ha un'aria di
estensione molto vasta e costituisce una delle espressioni più preziose
della flora spontanea.
Dal
punto di vista climatico, essa cresce in tutti i climi di transizione che
caratterizzano la nostra isola, dal livello del mare sino agli 850-900 metri
ed è consociata con le altre due specie:
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la roverella ed il leccio.
Solo
occasionalmente forma boschi misti con il castagno e l'olivastro;
l'associazione con il castagno sia a Nord, Nord‑Ovest e Ovest del
Gennargentu, visibile dalla strada Ovodda Tonara, dagli strati di
vegetazione più bassi sino al limite di 800, 850 metri di altitudine.
All'interno di questi boschi misti naturali la quercia si trova più o meno
presente a seconda delle componenti quali l'esposizione, la quota, la
piovosità la temperatura. La sughera si trova consociata anche con
l'olivastro.
Ciò
è dovuto alla degradazione della sughereta oppure all'evoluzione
dell'olivastro in foresta quando però è presente anche il leccio.
Questo rapporto
tra le specie forestali elencate è, importantissimo ai fini di un perfetto
funzionamento di quel meraviglioso biosistema che è il bosco, ma occorre
aggiungere che questo rapporto non è sufficiente per assicurare alla
foresta un perfetto equilibrio, se manca quello complementare, ma
altrettanto indispensabile, del sottobosco. Il
Barneschi infatti dà una lista di arbusti del sottobosco che abitano nei
querceti della nostra isola; cui comprendono il lentischio, le diverse
varietà di phillire, il mirto, l'erica, il cisto, il corbezzolo, le
ginestre ecc...
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In
sintesi si può affermare che la sughericoltura in Sardegna. alimenta
un'industria che da sola impiega più operai ed artigiani di tutte le altre
industrie messe assieme, ma il dilagare insensato degli incendi riduce ogni
estate questo patrimonio dell'isola.
Ufficio
arredato in sughero
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