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La nascita della Provincia di Oristano risale al 1974 ma il suo territorio ha un passato ricco di storia grazie alla posizione di regione costiera, alle risorse naturali e dalle due grandi vie di penetrazione: la pianura del Campidano e il fiume Tirso. I primi nuclei di abitanti in età neolitica trovano qui un clima mite, pianure e lagune pescose e il vulcanico Monte Arci, fonte di ossidiana, che oltre a far conoscere economicamente la Sardegna, attrarrà nuove genti.
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Emblema del Comune di
Oristano, approvato nel XII sec.
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In questa società agro-pastorale del III e II millennio a.C. nascono le premesse per la civiltà nuragica documentata negli altipiani dell'Alto Oristanese. È qui che troviamo il Nuraghe Losa di Abbasanta, uno tra i più eleganti ed imponenti dell'isola e il complesso archeologico di S. Cristina, comprendente un bellissimo tempio a pozzo dell'età del Bronzo dove si praticava il culto dell'acqua. Sulle coste gli scali fenici dell'800 a.C. diventano sotto i Cartaginesi una realtà permanente. È il caso di Tharros, fulcro di una complessa attività mercantile di respiro internazionale. Ma anche il periodo romano ha lasciato importanti testimonianze come le terme di Fordongianus, sulle rive del Tirso, dove sopravvivono le vasche e le piscine in trachite e alcuni ruderi di edifici e di un anfiteatro. Ma per avere una visione d'insieme delle civiltà che si sono susseguite è consigliata una visita all'Antiquarium Arborense di Oristano, dove è esposta una collezione di reperti nuragici, fenici, punici, romani e medievali. Oristano visse il periodo di maggiore splendore quando fu sede del Giudicato d'Arborea (1070-1410), regolato da codici e leggi proprie come la "Carta de Logu", promulgata da Eleonora d'Arborea nel 1392 che ebbe poi valore universale in quanto applicata anche in altre parti d'Europa e in Sardegna sino al 1827. Con i suoi 100 Km. di coste l'Oristanese conserva intatte spiagge e calette e un'ambiente caratterizzato da spazi ampi, dove i valori della natura sono ancora integri e dominanti. Ciò consente un percorso unico, lungo un territorio dolce e pianeggiante, costellato da lagune e pinete litoranee che partendo da Sud, dopo Capo Frasca, attraversa la Valle da pesca di Marceddì (Terralba), costeggia la bonifica di Arborea, sale verso la spiaggia di "Abba Rossa" sino agli stagni di "S'Ena Arrubia" e di Santa Giusta, all'area portuale e quindi a Torregrande e alle rovine della città di Tharros, ricche di storia e di fascino, per concludersi a Capo San Marco, che con Capo Frasca delimitano l'ampio e suggestivo Golfo di Oristano, ammirabile dalla Torre Spagnola che a Tharros sovrasta la città e il mare. Le ampie spiagge del Sinis alternano arenili di sabbia finissima a tavolati di arenaria, seguito dalla costa rocciosa di Funtana Meiga e la punta della Torre 'e Seu. Qui le spiagge iniziano a brillare del candore dei grani di quarzo fino all'esaltante visione del litorale di Is Aruttas, la notissima spiaggia dei "chicchi di riso". Tra arenarie e litorali di sabbie bianche si arriva a Portu Suedda e Capo Mannu, mentre più avanti, sulle scogliere di Su Tingiosu, si infrangono i flutti di maestrale che si stemperano nelle baie di San Vero Milis. Tra le innumerevoli località balneari impossibile non citare il litorale di "Is Arenas", con l'ampia pineta destinata ad ospitare un moderno impianto turistico e, ancora, Santa Caterina e S'Archittu, Torre del Pozzo dove, tra le scogliere di Capo Nieddu, e sino a Porto Alabe, nidificano numerose specie ornitologiche. Siamo all'estrema sommità della Provincia per poi addentrarci nel verde lussureggiante del Montiferru che declina verso l'altipiano di Abbasanta e il bacino del lago Omodeo dove sono conclusi i lavori del più grande bacino idrico d'Europa, capace di invasare 800 milioni di mc. d'acqua. Realtà territoriali popolate da comunità dove usi, costumi e tradizioni sono saldamente radicate e che si ripropongono tra le assolate colline dell'interno, in Marmilla, dove i segni della civiltà contadina scandiscono ancora la vita e le consuetudini, esprimendo valori e sensazioni altrove irripetibili. Terra segnata dalle gesta di cavalli e cavalieri protagonisti di eventi coinvolgenti come la giostra equestre della Sartiglia di Oristano, l'Ardia di Sedilo, prova di ardimento e coraggio. Sa Carrela e' Nanti di Santu Lussurgiu, con i cavalieri lanciati al galoppo giù nel ripido pendìo di una strada stretta e tortuosa. Terra del sole e del sorriso, culla di tradizioni gastronomiche, luoghi dove può essere sempre vacanza e può esserlo ancora a misura d'uomo.
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