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PICCOLA STORIA DELLA SARDEGNA

 

Breve storia della Sardegna tratta da: “La Sardegna” di Alberto Caocci Ed. Mursia

 

Ritorna la crisi

L'anno 235, se per la Sardegna fu una data come tante altre, per l'Impero Romano significò l'inizio della fine: proprio in quell'anno cominciò la cosiddetta « anarchia militare », quando i vari generali si autonominarono imperatori e lottarono accanitamente tra loro per conservare il potere. Scossa dai frequentissimi colpi di stato e premuta ai confini dalle popolazioni barbariche, Roma cadde in una drammatica crisi politica, sociale ed economica. Naturalmente una delle province che per prime ne subirono il contraccolpo fu proprio la nostra isola, che ripiombò nelle pietose condizioni che abbiamo già ricordato a proposito del periodo repubblicano: campagna e città nuovamente in crisi, tasse impossibili, commercio languente, mare nuovamente insicuro; i Sardi, ancora una volta, si chiusero nel proprio guscio, accentuando il loro carattere continentale.

 

Gli « uomini dal lungo cammino »

Dopo aver solcato come una veloce meteora l'intera Europa, i Vandali attraversarono le antiche Colonne d'Ercole e piombarono sulla città di Ippona, nell'Africa romana, la disperata ma vana resistenza degli abitanti fu guidata dalla parola e dall'opera di S. Agostino, che morì durante l'assedio per gli stenti e le privazioni. Da Ippona gli uomini di re Genserico puntarono su Cartagine (l'antica nemica di Roma), ne fecero la propria capitale e si trasformarono in temibili corsari, devastando il Mediterraneo. Ancora una volta Cartagine e Roma (o meglio quello che ormai restava del frantumato Impero Romano) si trovavano di fronte, le parti, però, si erano invertite e Roma (che già aveva subito l'umiliazione del saccheggio da parte dei Visigoti) nel 455 fu messa a ferro e  fuoco dai Vandali, dopo seicento anni, la città di Annibale si era presa la rivincita sulla città di Scipione! Al ritorno dal « sacco di Roma » gli uomini di Genserico fecero rotta per la nostra isola e la occuparono, nel 455, dunque, per la Sardegna finisce l'età antica ed ha inizio il Medio Evo. Da questo momento fino al secolo XI la regione pare piombare nel buio più fitto, e molto raramente se ne sentirà parlare, in questo periodo infatti, i documenti che la riguardano sono molto scarsi e soprattutto incerti. Poiché i Vandali praticavano anche la pirateria, non è difficile capire quanto fossero interessati al possesso della Sardegna la quale, costituendo un sicuro appoggio per le loro navi corsare, era anche un formidabile bastione contro eventuali attacchi dalla Spagna visigotica o dall'Italia di Odoacre e di Teodorico. Per questa ragione i nuovi invasori si limitarono ad occupare le zone costiere e a fortificarle, curandosi poco delle regioni interne, d'altra parte, ormai stremata dalle precedenti dominazioni, la Sardegna non offriva più nulla sotto il profilo economico.

 

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