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Il
dolmen, nella sua forma più semplice, è costituito da una
lastra messa di piatto su tre o più messe di coltello (gli
ortostati). Recenti ritrovamenti di ceramiche di cultura
Ozieri nei dolmen di Luras, testimonia l'inizio di tale
manifestazione funeraria megalitica in questo periodo. Mentre
per le domus de janas si parla di ipogeismo (la tomba è
sotterranea e scavata nella roccia), i dolmen sono costruzioni
subaeree ed epigeiche.
La
pianta è prevalentemente rettangolare o trapezoidale, di rado
curvilinea; in alcuni casi rimane traccia, attorno al vano
tombale, di un cerchio di pietre (peristalite) che aveva la
funzione di delimitare e sorreggere un originario tumulo di
terra e pietre che copriva l'insieme.
Il
dolmen è una sepoltura collettiva, pertanto veniva riaperto
ogni volta che fosse necessario entrare nel vano per le
deposizioni successive. L'ingresso alla tomba, normalmente
orientato verso sud-est, veniva probabilmente chiuso da una
lastra mobile o da un muretto a secco.
In
questo periodo si diffondono in Sardegna anche i menhirs,
monoliti di forma allungata eretti sul terreno: a volte
rozzamente sbozzati, a volte, ma in momenti più tardi,
accuratamente lavorati.
Così
come i dolmen, testimoni della diffusione nell'isola della
corrente megalitica, anche le perdas fittas trovano confronti
in altre regioni d'Europa (Inghilterra, Francia, Corsica).
Talvolta accompagnano strutture di tipo funerario (grotte
naturali, domus de janas, dolmen), altre volte, raccolti in
gruppi o anche in un unico esemplare, si individuano nell'area
di antichi abitati.
Continua
in quest'ambito culturale
la produzione di statuette fittili e marmoree legate al
culto della Dea Madre: dalle forme abbondanti e volumetriche
di Cultura Bonuighinu si passa a figure rigide e schematiche
nella Cultura di Ozieri. Si diffonde ora la tipologia "a
placca": al naturalismo si sostituisce dunque la
stilizzazione geometrica.
Le
attività economiche praticate sono l'agricoltura
(coltivazione dell'orzo e del grano) e l'allevamento (ovicaprini
e bovini), ma anche la caccia (cinghiale e cervo), la pesca,
la raccolta di molluschi. Il ritrovamento di fusaiole e di
pesi da telaio testimonia la pratica di attività legate
all'artigianato tessile; continua inoltre lo sfruttamento
delle risorse minerarie (commercio dell'ossidana).
L'Eneolitico
o Età del Rame (2700-1800 a.C.)
Con
l'Età del Rame in tutto il Mediterraneo si assiste ad un
cambiamento globale negli equilibri sociali ed economici
determinato dalle attività di estrazione e di lavorazione dei
metalli che sconvolgono i vecchi equilibri.
In
Sardegna si susseguono diverse culture: alcune chiaramente
legate alle esperienze isolane precedenti, altre giunte
dall'esterno e già esistenti in Europa. Nell'isola questa è
una fase di transizione, un periodo preparatorio alla nascita
di eventi decisivi. Talvolta le culture Eneolitiche sarde si
sviluppano contemporaneamente e si distinguono solo per i dati
materiali, mentre le tipologie insediative e tombali sono
spesso similari.
La
prima cultura sarda calcolitica è quella di Filigosa: si
muove ancora sui solchi tracciati dalla cultura di Ozieri,
senza evidenziare grandi cambiamenti dal punto di vista
architettonico (spesso la ritroviamo negli stessi
stanziamenti).
I
dati materiali restituiscono ceramiche che ricordano tipologie
dell'Ozieri (tripodi e vasi carenati). Si osserva però un
irrigidimento delle forme vascolari, visibile soprattutto
nelle tazze carenate, dovuto probabilmente all'imitazione dei
primi modelli in metallo. La ceramica raramente mostra
decorazioni: quando sono presenti sono incise (motivi a rombo,
a zig-zag o a bande campite di tratti incisi), impresse (file
di punti oblunghi o piccole coppelle) e dipinte (motivi a
bande o a zig-zag).
Tra
gli elementi di cultura materiale ricordiamo anche i reperti
litici (punte di freccia in ossidiana) e metallici (anellini,
piccole spirali in rame e argento, pugnali in rame).
Gli
insediamenti abitativi sono costituiti da ripari naturali ma
in prevalenza, come per la cultura di Ozieri, da villaggi
all'aperto con capanne talvolta rettangolari che presentano
zoccolo in pietra, pareti costituite da materiale deperibile,
tetto ad uno spiovente.
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