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Dono
senza pari della terra, la cui presenza protettrice e miracolosa genera
un'attività economica tradizionale.
Albero
antico, detentore della memoria degli uomini e testimone del loro lavoro, la
sua ombra si estende su luoghi
dal paesaggio immutabile, partecipe dei silenziosi movimenti che
accompagnano l'armonia dei declivi più dolci, delle
pianure
più isolate che si offrono al sole del Sud.
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La
quercia da sughero è un segno caratteristico ed indispensabile dei nostri
paesaggi, della nostra cultura , della nostra memoria geografica, elemento
quotidiano degli uomini che da sempre hanno imparato ad amarlo e curarlo,
preparandolo, di anno in armo, all'estrazione finale e periodica, dono unico
ed indispensabile al comfort di ogni uomo.
La
quercia |
In
ciò risiede la sua grandezza. Tutto in esso si rivela di un'utilità
totale, singolare, creativa, ed esso contribuisce così alla storia degli
oggetti più comuni. Per questa ragione è un albero che partecipa alla
storia d'un territorio che va dalla punta sud occidentale dell'Europa, di là
partendo per luoghi distanti, ambasciatore di un sapore antico, secolare,
oggi necessario allo sviluppo di un'arte difficile ed esigente. Tutto ciò
trova il suo prolungamento in un lavoro unico e singolare : la lavorazione
del sughero. Questo richiede una conoscenza di tecniche e un'esperienza
profondamente radicata nella memoria sarda della parte nord‑orientale
dell'isola, come il prelievo, la preparazione e la trasformazione del
sughero.
Si
tratta dì un sapere raro, acuto ed emozionante, per la maniera con cui
perdura e accompagna la vita dì generazioni intere, che hanno imparato ad
apprezzare, al contatto della terra, il sapore di una relazione di rispetto
e dì compagnia
E'
a partire dal sughero che si stabilisce un'attività economica d'importanza
vitale, con molteplici applicazioni : industrie ed attività produttive
diversificate.
Si
dà il nome di sughero al parenchima sugheroso, cioè alla corteccia della
quercia da sughero , un albero della famiglia delle fagacee caratteristica
della regione del mediterraneo occidentale.
La
quercia da sughero cresce nella parte occidentale del bacino mediterraneo,
sia nel Nord dell'Africa ( Marocco, Algeria, Tunisia ), nel Sud della
Francia ( in particolare in Corsica ), in Italia ( Sardegna, Sicilia e
Toscana), in Spagna e Portogallo.
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La
superficie mondiale dì quercia da sughero è stimata in 2, 2 milioni di
ettari.
La
quercia da sughero cresce nel terreni sabbiosi decalcificati che abbiano un
minimo, contenuto di azoto e fosforo, ma ricco di potassio con un PH fra il
5 ed il 6%. Il livello ideale dì precipitazioni è da 400 a 800 millimetri,
la temperatura non deve mai essere inferiore a 5° c. e l’altitudine deve
situarsi tra 600 e 800 metri. |
Il tronco della
quercia. |
Questo
insieme di condizioni si incontra, a differenti gradi su di una stretta
fascia del litorale mediterraneo occidentale.
La quercia è
un albero che risale all’ Era terziaria, precisamente all’Oligocene,
ossia dalla costituzione del grande bacino mediterraneo. Esistente,
secondo alcuni, da più di 60 milioni di anni, rappresenta la flora europea
a partire da quel periodo geologico.
E’ probabile che il suo centro di diffusione sia stato la regione
attualmente coperta dal Mar Tirreno e che la migrazione sia stata fatta
attraverso la Cordigliera che, nel Miocene, univa le terre oggi sommerse dal
Mar Egeo con la penisola Iberica.
Come
già detto, la quercia è una pianta della famiglia delle Fagacee, alla
quale appartengono alcuni vegetali arborei come il castagno e il faggio.
In
seno a questa famiglia, essa fa parte del genere quercus, che comprende più
di 600 specie, di cui la quercia è la specie tipo e presenta un grande
interesse economico.
La
più importante fra loro è la quercia suber, la sola che produca sughero,
poiché nessun’altra pianta produce una scorza così grossa e così
resistente.
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lu bozzicu, simile alla nappedda ma di maggiori dimensioni, è tuttora usato come
portavivande in certi locali rustici
- lu bugnu, è un grosso cilindro di sughero grezzo munito di base, utilizzato già
nell'antichità a seconda delle dimensioni come arnia per le api o come contenitore di
derrate alimentari
- la jona, costituita da un mezzo cilindro di sughero grezzo munito di due semicerchi
(cameddi) chiodati all'estremità con chiodi di ginepro, è un oggetto di origini antichissime
usato nelle vendemmie per il trasporto dell'uva. Per la raccolta se ne utilizzava uno più
piccolo chiamato junedda
- l'uppu, piegato con acqua bollente fino ad assumere una forma cilindrica e munito di
base e di un manico di ginepro, veniva usato nell'antichità per attingere acqua
- lu barili, costituito di sughero grezzo munito di basi chiodate con chiodi di ginepro, è
un ottimo contenitore termico per acqua, vino e altre bevande
- lu banchittu, è un piccolo sgabello costituito da bande di sughero femmina chiodate
fra loro ad incastro con due lastre piane dello stesso sughero chiodate alle basi
- la bancaredda, simile allu banchittu ma di dimensioni molto più grandi in modo da
consentirne l'uso come tavolo, la base inferiore può anche mancare
ed inoltre:
- il sedile rustico, con la stessa struttura dellu banchittu ma con l'aggiunta di uno schienale
e due poggiagomiti
- il porta lenza, costituito di sughero femmina, ha forma rettangolare dello spessore
di qualche centimetro e un profilo "a vita" in modo da consentire l'avvolgimento del filo.
Per
gentile concessione della Suberdomus s.r.l. |
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