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Si
dà volgarmente il nome di sughero al tessuto che nasce sulla quercia a
seguito dell'attività dell'assisa fellogena, si tratta di una crosta o
strato protettore che su quest'albero ha la funzione di epidermide.
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E'
un tessuto vegetale formato da microcellule morte, generalmente di forma
poliedrica di 14 lati, addossate le une alle altre e con spazi intercellulari.
totalmente riempiti di un miscuglio gassoso quasi identico a quello
dell'aria.
Il
parenchima sugheroso è molto omogeneo, perché praticamente non è
costituito che da membrane cellulari senza apertura.
Sebbene aderente all'albero il sughero è formato da cellule morte.
La cellula del sughero presenta una quantità minima di materia solida e una
massima di gas, essenzialmente l'aria dell'atmosfera, senza però il gas
carbonico.
Gli
strati intercellulari sono in numero di 5: due sono in cellulosa e rivestono
le camere cellulari riempite d'aria: due altri in materia dura e
impermeabile all’acqua (Suberina e cera) :
il
quinto è legnoso, e conferisce la struttura e la rigidità.
Per
avere un'idea della taglia delle cellule del sughero, è sufficiente
ricordare che un centimetro cubo di parenchima sugheroso ne contiene circa
40 milioni. Di solito esse sono esagonali e la loro forma è quella di un
solido irregolare di 14 facce.
Il
diametro è ineguale ed oscilla dal 10 al 50 micron; predominano quelle che
hanno un diametro compreso tra i 30
e
i 40 micron.
Tale
ineguaglianza sia nello spessore che nella taglia e nel diametro cellulare
che costituisce il parenchima sugheroso, interferisce su alcune proprietà
meccaniche e fisiche del sughero, specialmente sulla comprimibilità ed
elasticità.
A
partire dal 1942 tutti gli elementi chimici che compongono il sughero
vengono estratti perché sempre più utilizzati nelle industrie la
composizione è: 45% di suberina, 27% di lignina, 12% di cellulosa e
polizuccherine, 6% di tannino, 5% di cereoleina, 5% di cenere e prodotti
diversi.
Il
sughero viene saponificato dagli alcali forti e disgregato dall’acido
nitroso e dagli alogeni.
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F. Piras, Tempio e Calangianus nell'economia subericola
sarda" |
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Il sughero di buona qualità nei secoli ha trovato applicazione nella fabbricazione di
oggetti di artigianato artistico. La lavorazione artistica del sughero comprende, come
è facilmente intuibile, un'ampia gamma di prodotti affidata il più delle volte all'inventiva
dell'artista: dai comuni soprammobili ai cofanetti, dai monili a cornici e pannelli decorativi,
dalle anfore ai mobili e ai complementi d'arredo.
L'abbinamento del sughero maschio con il sughero femmina, la tecnica pirografica,
l'utilizzo dei colori e l'uso della "carta da sughero" hanno consentito e consentono di
realizzare manufatti artistici di pregio, quadri ed opere di scultura particolari.
Il settore della lavorazione artistico-artigianale del sughero, particolarmente
fiorente in Sardegna, è in espansione e riguarda per buona parte la fabbricazione
di oggetti con una specifica funzione d'uso. Fra questi (la nomenclatura è quella gallurese,
dalla regione della Sardegna che produce sughero in misura maggiore):
- la nappedda, costituita da un solo pezzo di sughero grezzo, è il recipiente più semplice
usato nei tempi più antichi per attingere acqua di sorgente
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