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L'uso
del sughero per la chiusura di recipienti risale sino all'epoca
preromana quando, soppiantando altri prodotti a base di resine,
pece e gesso, veniva data una maggiore garanzia di ermeticità
al contenitore. La sua imboccatura, pur presentando vistose
irregolarità, trovava una
materia singolare che ne consentiva, dopo una grossolana
sagomatura, un facile adattamento. Così il vino contenuto in
anfore vinarie fu oggetto di scambio tra gli ellenici e gli
altri popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. D'altra
parte, i numerosi ritrovamenti archeologici ma anche la presenza
della sughera, che ha sempre avuto il suo habitat ideale in
questa parte del globo, dimostrano l'abbondanza di questa
materia e, perciò, la possibilità di farne un largo uso. Col
passare dei secoli, pur rimanendo il sughero l'elemento di
chiusura di maggior pregio, sono mutati i gusti del consumatore
di vino con manifesto affinamento del palato, sono state
introdotte nuove tecniche vinarie e, a causa di una notevole
richiesta di vini in bottiglia, sono sorte esigenze di carattere
economico e di mercato per cui le tecniche d'imbottigliamento
sono divenute altamente sofisticate. In questo contesto il
sughero, dal punto di vista chimico-fisico, non ha potuto
mutare gran che, visto che trattasi di un prodotto naturale.
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fasi della scorzatura |
Tuttavia,
sono stati adottati accorgimenti di carattere fisico con la
creazione di tappi di sughero agglomerato, il cui speso
specifico e le dimensioni possono essere ottenuti a piacere, e
di tappi compensati costituiti da 2 o più pezzi di
sughero naturale.
Sono
stati effettuati, inoltre, trattamenti d carattere chimico come
la sbianca de tessuto suberoso, che interessa la superficie
esterna dell'elemento di chiusura, con i conferimento del solo
pregio estetico.
Per
quanto detto, oggi sono emersi problemi di convivenza tra il
sughero ed il vino dando luogo ad un proliferare di
contestazioni che indicano il tappo quale causa delle modifiche
organolettiche rilevate nel vino stesso.
Il
sughero trova il più alto valore commerciale se trasformato in
tappi perciò verrà dato ampio spazio ai problemi che
riguardano questa lavorazione ma anche alle modalità per un suo
utilizzo ottimale nella chiusura dei vini.
E'
stato riferito precedentemente che il sughero, prima di essere
destinato alla trasformazione dei turaccioli, richiede una
selezione per "calibro"
e per " qualità".
La
selezione del calibro serve a mettere insieme tappi dello stesso
diametro e quella della qualità consente di ottenere turaccioli
che non siano molto difformi nella scelta, basata sulla presenza
nel tessuto tuberoso di pori più o meno larghi, di lische etc.,
che verrà effettuata durante le fasi della lavorazione.
Tuttavia
è importantissima, già in cortile, l’escusione della
trasformazione in turaccioli del sughero che presenta le
seguenti anomalie:
a)
Verdone (o cedrone): è
un'anomalia che si forma nel sughero in pianta per
cause
ancora in fase di accertamento da parte macroscopico il tessuto
si presenta di colore
verdastro
tendente al marrone, di consistenza erbacea, particolarmente
ricco
di
acqua. Se osservato in sezione si vede che il verdone si estende
dalla pancia verso la
crosta,
anche per alcuni centimetri. Con la stagionatura il sughero
verdonato perde
l'acqua
di costituzione ed assume un colore più chiaro. I turaccioli
ricavati inavvertitamente da questo tipo di sughero presentano
un potere di assorbimento molto più alto rispetto a quelli
provenienti da
sugheri
sani;
b)
Marciume radicale o
pedana: tale difetto dovuto all'alterazione del tessuto
suberoso da parte di agenti fungini.
Il
più noto è l'Armillaria mellea ed interessa la superficie di
contatto fra la pancia ed il fellogeno. La pianta malata è
destinata ad una fine precoce;
c)
Sughero riammato: è
quello che presenta la "schiena"
e diversi strati annuali bruciati, interessando tutta la
plancia o parte di essa. In ogni caso questo sughero non può
essere trasformato in turaccioli, ma dev'essere destinato ad
altre lavorazioni.
l
sughero può avere altre anomalie, come lische legnose,
screpolature, anno di terra, caverne e può essere inoltre
terroso, vermato, cipollato e formicato. Detto sughero consente
di essere trasformato in turaccioli solo se i difetti non sono
troppo evidenti.
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