HOME ARTIGIANATO PRODOTTI TIPICI PORTI TURISTICI TRASPORTI NEWS
E-COMMERCE IL TUO NEGOZIO OROSCOPO METEO EMAIL INFO
CAGLIARI e provincia SASSARI e provincia NUORO e provincia ORISTANO e provincia

IL VINO IN SARDEGNA

 
 

I VINI IN SARDEGNA

 
LA QUALITA'
 
LA VINIFICAZIONE IN BIANCO
 
LA VINIFICAZIONE IN ROSSO
 
 VINIFICAZIONI SPECIALI
 
IL SUGHERO IN ENOLOGIA
 
ELENCO VINI
 
ELENCO CANTINE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

IL SUGHERO IN ENOLOGIA


L'uso del sughero per la chiusura di recipienti risale sino all'epoca preromana quando, soppiantando altri prodotti a base di resine, pece e gesso, veniva data una maggiore garanzia di ermeticità al contenitore. La sua imboccatura, pur presentando vistose irregolarità, trovava una materia singolare che ne consentiva, dopo una grossolana sagomatura, un facile adattamento. Così il vino contenuto in anfore vinarie fu oggetto di scambio tra gli ellenici e gli altri popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. D'altra parte, i numerosi ritrovamenti archeologici ma anche la presenza della sughera, che ha sempre avuto il suo habitat ideale in questa parte del globo, dimostrano l'abbondanza di questa materia e, perciò, la possibilità di farne un largo uso. Col passare dei secoli, pur rimanendo il sughero l'elemento di chiusura di maggior pregio, sono mutati i gusti del consumatore di vino con manifesto affinamento del palato, sono state introdotte nuove tecniche vinarie e, a causa di una notevole richiesta di vini in bottiglia, sono sorte esigenze di carattere economico e di mercato per cui le tecniche d'imbottigliamento sono divenute altamente sofisticate. In questo contesto il sughero, dal punto di vista chimico-fisico, non ha potuto mutare gran che, visto che trattasi di un prodotto naturale.

2 fasi della scorzatura

  Tuttavia, sono stati adottati accorgimenti di carattere fisico con la creazione di tappi di sughero agglomerato, il cui speso specifico e le dimensioni possono essere ottenuti a piacere, e di tappi compensati costituiti da 2 o più pezzi di sughero naturale. Sono stati effettuati, inoltre, trattamenti d carattere chimico come la sbianca de tessuto suberoso, che interessa la superficie esterna dell'elemento di chiusura, con i conferimento del solo pregio estetico. Per quanto detto, oggi sono emersi problemi di convivenza tra il sughero ed il vino dando luogo ad un proliferare di contestazioni che indicano il tappo quale causa delle modifiche organolettiche rilevate nel vino stesso. Il sughero trova il più alto valore commerciale se trasformato in tappi perciò verrà dato ampio spazio ai problemi che riguardano questa lavorazione ma anche alle modalità per un suo utilizzo ottimale nella chiusura dei vini. E' stato riferito precedentemente che il sughero, prima di essere destinato alla trasformazione dei turaccioli, richiede una selezione per "calibro" e per " qualità". La selezione del calibro serve a mettere insieme tappi dello stesso diametro e quella della qualità consente di ottenere turaccioli che non siano molto difformi nella scelta, basata sulla presenza nel tessuto tuberoso di pori più o meno larghi, di lische etc., che verrà effettuata durante le fasi della lavorazione. Tuttavia è importantissima, già in cortile, l’escusione della trasformazione in turaccioli del sughero che presenta le seguenti anomalie:

  a) Verdone (o cedrone): è un'anomalia che si forma nel sughero in pianta per cause ancora in fase di accertamento da parte macroscopico il tessuto si presenta di colore verdastro tendente al marrone, di consistenza erbacea, particolarmente ricco di acqua. Se osservato in sezione si vede che il verdone si estende dalla pancia verso la crosta, anche per alcuni centimetri. Con la stagionatura il sughero verdonato perde l'acqua di costituzione ed assume un colore più chiaro. I turaccioli ricavati inavvertitamente da questo tipo di sughero presentano un potere di assorbimento molto più alto rispetto a quelli provenienti da sugheri sani;

  b) Marciume radicale o pedana: tale difetto dovuto all'alterazione del tessuto suberoso da parte di agenti fungini.

  Il più noto è l'Armillaria mellea ed interessa la superficie di contatto fra la pancia ed il fellogeno. La pianta malata è destinata ad una fine precoce;

  c) Sughero riammato: è quello che presenta la "schiena" e diversi strati annuali bruciati, interessando tutta la plancia o parte di essa. In ogni caso questo sughero non può essere trasformato in turaccioli, ma dev'essere destinato ad altre lavorazioni.

  l sughero può avere altre anomalie, come lische legnose, screpolature, anno di terra, caverne e può essere inoltre terroso, vermato, cipollato e formicato. Detto sughero consente di essere trasformato in turaccioli solo se i difetti non sono troppo evidenti.

 

precedente                 successiva

 

 

 

 

 

Copyright © All Sardinia - Tutti i diritti riservati - Archimedia Design