|
La
necessità di proporre al consumatore dei vini con tipologie ben
identificabili ha fatto recentemente introdurre in Gallura alcuni
particolari sistemi di vinificazione.
Si
deve constatare come queste tecniche, adattate alle nostre situazioni,
abbiano dato risultati molto incoraggianti all'altezza della migliore
tradizione vitivinicola gallurese.
Si
tratta di produrre vini di alta classe, definiti come
"importanti" per la struttura costitutiva e per il grande
impatto organolettico, adatti all'invecchiamento ma fini, eleganti,
molto accattivanti.
Il
sistema che interpreta meglio queste esigenze è quello dell'uso
oculato di piccole botti della capacità di 225 litri (barriques)
costruite con legni speciali di rovere delle foreste del
massiccio centrale della Francia ( Allier, Limousine, Troncais....)
fra legno e vino si instaura un rapporto del tutto particolare.
Come
del resto il contenitore di vino più tradizionale è la botte ma la
particolare essenza
legnosa
e il rapporto superficie-volume di vino che si stabilisce nei
piccoli contenitori contribuiscono al raggiungimento di risultati di
grande interesse.
Nella
vinificazione in bianco è la fermentazione che avviene nelle
barriques.
 |
La
complessità di fenomeni che avvengono riguardano i rapporti
fra le influenze incrociate del lievito, del mosto che diventa vino,
del legno, delle condizioni imposte dal piccolo recipiente
Ma
non basta. A fine fermentazione il vino viene lasciato per un tempo
più o meno lungo a contatto con le fecce di lievito che vengono
periodicamente rimesse in sospensione. In questo modo alcuni
costituenti dei lievito ormai inattivo passano al vino contribuendo ad
un ulteriore arricchimento e alla complessità della sensazione gusto
olfattiva del vino.
|
|
vinificazioni
speciali |
|
Il
Vermentino di Gallura si adatta molto a questo trattamento. I
risultati sono a volte eccezionali.
Nella
vinificazione in rosso il contatto con il legno della barrique non può
avvenire che durante l'invecchiamento. In questo caso però si possono
avvalere di questa tecnica solo i vini rossi che possiedono già un
corpo ed una struttura particolare.
La
sosta in botte ‑ e per una certa percentuale anche in botte
nuova ‑ per un periodo medio di 9 mesi comporta l'estrazione di
alcune sostanze caratteristiche del legno e la loro lenta
trasformazione nel legno. Anche in questo caso i risultati sono
sorprendenti: se l'operazione è ben condotta e il vino di partenza
adeguato si possono raggiungere vette qualitative di grande risonanza.
Il
Nebbiolo di Luras trova buona espressione qualitativa con questa
tecnica solo con uve di grande concentrazione estrattiva o in annate
particolarmente favorevoli.
Una
fase importante di questa tecnica riguardante l'uso della barrique è
quella dell'affinamento in bottiglia. Un periodo di sosta in bottiglia
di almeno sei mesi necessario prima di poter offrire il prodotto al
consumatore si può dire che le sostanze messe in gioco da questo
sistema produttivo hanno bisogno di un periodo di tempo per evolversi,
per amalgamarsi, per fondersi in sensazioni piacevoli, la
caratteristica tipica di un vino dallo stile inconfondibile.
precedente
successiva
|